Una vita dentro la musica.
“Una vita dentro la musica. Tutto quello che ho vissuto oggi diventa musica.”
La musica entra nella mia vita quando sono ancora bambino. A otto anni arriva la prima tastiera e nasce quella curiosità che, negli anni, sarebbe diventata una vera e propria compagna di vita. Non era ancora un progetto preciso: era semplicemente il piacere di scoprire suoni, melodie e possibilità nuove.
A diciotto anni arriva un momento importante. Durante il servizio militare incontro due chitarristi e la chitarra entra definitivamente nel mio mondo musicale. Da una parte scopro il calore e la musicalità della tradizione partenopea, dall’altra la tecnica, lo studio e tutte le possibilità espressive dello strumento.
Da quel momento la chitarra diventa uno degli strumenti fondamentali del mio percorso.
Dopo il servizio militare la musica non rimane soltanto una passione. Iniziano le esperienze con gli strumenti musicali, le riparazioni, le apparecchiature audio, i musicisti e i palchi.
Nel 1992 arriva il primo negozio di dischi. Nel 1996 nasce Brain Records, un progetto che mi permette di vivere ancora più profondamente il mondo della musica: dischi, artisti, strumenti, tecnologia, ascolto e soprattutto il rapporto quotidiano con le persone che condividono la stessa passione.
Sono anni fondamentali perché mi permettono di conoscere la musica da prospettive diverse: non soltanto come musicista, ma anche come appassionato, commerciante, tecnico e soprattutto come ascoltatore.
Nel corso degli anni ascolto, studio e attraverso tantissimi generi.
Blues, Funky, Rock, Rock'n'Roll, Twist, R&B, House, Techno, Trance, musica melodica ed elettronica diventano parte di un bagaglio musicale sempre più ampio.
Non ho mai sentito la necessità di scegliere un solo genere.
Ogni stile lascia qualcosa: un ritmo, un suono, un’atmosfera, una chitarra, una linea di basso, un sintetizzatore, una melodia.
Ed è proprio questa contaminazione che oggi ritrovo nella mia musica.
Con il tempo il rapporto con la tecnologia diventa sempre più importante.
Chitarre, pianoforte, synth, drum machine, mixer e strumenti da studio entrano nel processo creativo e diventano parte di un unico ambiente musicale.
L’elettronica mi permette di esplorare territori completamente diversi rispetto alla chitarra e al Blues, ma senza abbandonare quello che ho imparato negli anni.
È così che nascono le mie sperimentazioni tra Electronic, House, Deep House, Melodic, Pop e Chillout.
Oggi Andrew Hunter è il punto d’incontro tra tutte queste esperienze.
Non cerco di riprodurre semplicemente quello che ho ascoltato negli anni. Cerco di trasformarlo.
Una chitarra può diventare il punto di partenza di un brano Blues, mentre un synth può aprire una strada completamente diversa. Una melodia può diventare Pop, un ritmo può trasformarsi in House, un’atmosfera può diventare Chillout.
Il filo conduttore rimane sempre lo stesso: creare musica che abbia qualcosa da raccontare.
Quarant'anni di musica non sono un punto d'arrivo.
Sono il materiale con cui costruire il prossimo brano.
Dopo tanti anni continuo quindi a fare quello che facevo da bambino: cercare nuovi suoni e vedere dove possono portarmi.
Chitarra, studio, synth ed elettronica: esperienza e futuro nello stesso suono.